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Meno e meglio. Decrescere per progredire Maurizio Pallante

Meno e meglio. Decrescere per progredire

Maurizio Pallante

Published 2011
ISBN : 9788861596412
Paperback
152 pages
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 About the Book 

Il concetto di decrescita può sembrare nichilista e retrogrado prima facie. Ciò dipende più da un problema di condizionamento culturale che di sostanza. La società industriale consumistica attuale postula lequivalenza tra crescita e progresso, tra merci e beni, tra occupazione e produzione. Basta iniziare a intendere che i primi sono solo parziali sottoinsiemi dei secondi per slegarsi da questi schemi mentali, indotti ma che appaiono come una seconda natura per chi ci è immerso dalla nascita. De-crescita sembra pertanto lopposto della crescita e dunque lopposto del progresso, e quindi in chiave post-illuminista del miglioramento stesso. Lo shock formale si aggira semplicemente apprezzando che la decrescita si basa invece su un principio di buon senso: evitare la produzione di merci che non sono beni, e dunque inutili. Ovvero, la migliore fonte di miglioramento è leliminazione dellinutile ad un accrescimento effettivo del benessere di vita. Questa impostazione scardina radicalmente quella vigente nelle società moderne incentrate sullefficienza della produzione, sullinduzione della necessità del consumo e sul consumo di tempo in attività finalizzate allaumento di PIL e non al benessere reale.Pallante è un portavoce rispettabile di questa corrente di decrescita felice, abbondantenemte denigrata dallestablishment finanziario e politico per evidente conflitto di interesse. Il libro cerca innanzitutto di de-programmare i lettori e dipanare il concetto di decrescita nella sua impostazione e nelle sue ramificate possibili conseguenze. Si tratta spesso di un esercizio conformista, ed è evidente che la crisi attuale lo richieda in ogni caso. Nuovi indicatori economici, nuove modalità di acquisto solidale, mode durature, saper fare piuttosto del fare tanto, priorità ai rapporti umani e ben vivere sul tanto fare per la produzione. Un punto cardine ripetuto costantemente nel libro è che un effettivo miglioramento delle condizioni di vita (economiche, ambientali, sociali) può risultare in una diminuzione del PIL, il che è da interpretarsi come un ulteriore conferma dellinadeguatezza di questo indicatore nel miglior caso parziale della performance di una società.Il limite maggiore del testo è certamente una certa tendenza a semplificare le analisi economiche, e a presentare la decrescita come la matrice di ogni forma di miglioramento possibile (viceversa, il consumismo come la fonte di ogni male). Tuttavia, lo stile è pacato e non sfocia quasi mai nella vena della predica, piuttosto fornisce molti spunti di riflessione personale e maniere di reinquadrare le proprie attività quotidiane che possono essere facilmente migliorate con piccole accortezze e fuori dagli schemi e condizionamenti imperanti. La decrescita è in fondo probabilmente connaturata allo spirito di molte persone -- essendo in sostanza buon senso congiunto a tecnologie avanzate per far si che tutto il prodotto sia un bene e si eliminino i rifiuti -- e il libro aiuta soprattutto a corredare una impostazione personale con un quadro di riferimento storico-culturale più vasto.Raccomandabile per una sana introduzione a questa via al miglioramento.